Museo delle Migrazioni

Il progetto per un Museo, Archivio e Centro sulle migrazioni del Mediterraneo è nato a Lampedusa da un’iniziativa del collettivo Askavusa, che ha salvato dalla distruzione e collezionato centinaia di oggetti appartenuti alle persone migranti sbarcate sull’isola dal 2008. Dal suo avvio insieme alle associazioni Isole e AMM – Archivio delle memorie migranti, nel 2011, il progetto si è sviluppato sotto la guida e il coordinamento del professore Giuseppe Basile, con l’obiettivo di costituire un “museo diffuso” che avrebbe custodito gli oggetti trovati, svolgendo al contempo attività di ricerca in ambito antropologico, storico e artistico. Non un museo statico e conservativo, ma un luogo di accoglienza e riflessione per raccontare, attraverso l’archivio e i suoi materiali, le storie delle culture migranti e i processi in atto nel Mediterraneo.

 

Questa presentazione richiede JavaScript.

.
Giuseppe Basile, uno dei maggiori esponenti della storia del restauro a livello internazionale, ha scelto di dedicare gli ultimi anni della propria esperienza professionale alla valorizzazione di una collezione di reperti cui riconosceva un valore di testimonianza storica fondamentale. Attraverso tale patrimonio, se giustamente conservato e valorizzato, sarebbe stato possibile leggere e interpretare i fenomeni in atto nel nostro presente, ma anche riflettere su una dimensione umana di carattere universale. Sotto la sua direzione, il progetto è stato sviluppato da un team di storici dell’arte, antropologi, esperti di migrazioni che, nell’arco di tre anni, ha lavorato alla messa in sicurezza, traduzione, analisi ed esposizione critica dei reperti. L’obiettivo finale, mai realizzato, era la costituzione di una fondazione che accogliesse le competenze delle persone migranti, passate da Lampedusa e le integrasse in un percorso inclusivo, coniugando l’approccio scientifico ad una dimensione politica e sociale.

La prima fase del progetto ha visto la creazione di un sistema di catalogazione e di conservazione che tenesse conto di tipologie molto diverse di oggetti (da indumenti a stoviglie, lettere personali, fotografie, diari, album di fotografie); la seconda fase ha portato alla collaborazione con la BCRS, Biblioteca Centrale della Regione Sicilia che ha realizzato il restauro vero e proprio e la messa in sicurezza dei reperti cartacei.

Grazie a questi primi interventi è stato possibile avviare un percorso di studio, traduzione e interpretazione dei tanti testi trovati, che ha consentito di conoscerne la natura, grazie alla collaborazione tra traduttori professionisti e persone migranti.

Parte del lavoro svolto dall’associazione Isole è documentato nel testo Bibbia e Corano a Lampedusa. Il lamento e la lode. Liturgie migranti, a cura di Arnoldo Mosca Mondadori, Alfonso Cacciatore e Alessandro Triulzi, Editrice La Scuola, Milano 2014. Isole ha contribuito al testo con il paragrafo La catalogazione e il restauro, relativo alla sezione sul progetto d’archivio e centro di documentazione delle migrazioni, di Barbara D’Ambrosio e G. Costanza Meli.

bibbia-e-corano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...