Città in/visibili # Strategia fotografia

Mostra personale di
Mouhamed Yaye Traore
a cura di Costanza Meli e Mohamed Keita,
direzione artistica: Simona Campus
28/05 – 28/08/2026, MUACC, Cagliari.

Isole è partner culturale e ha collaborato all’ideazione e curatela del progetto.

Giovedì 28 maggio 2026, alle ore 18.00, al MUACC – Museo universitario delle arti e delle culture contemporanee dell’Università di Cagliari si apre Città in/visibili, mostra personale del fotografo Mouhamed Yaye Traore.
La mostra, a cura di Costanza Meli e Mohamed Keita, con la direzione artistica di Simona Campus, è sostenuta dall’avviso pubblico Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, ed è realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Isole, in qualità di
partner culturale.
L’esposizione presenta per la prima volta un ciclo di venti fotografie realizzate da Mouhamed Yaye Traore, giovane artista originario del Benin, che da anni vive e lavora nella città di Firenze.

Fulcro della sua ricerca è il rapporto tra sguardo e identità, esplorato attraverso un approccio sperimentale, libero e intuitivo al paesaggio urbano. Le immagini in mostra indagano le forme della città e dell’abitare attraverso un insieme mutevole di presenze e paesaggi che si mostrano e nascondono proponendo differenti punti di vista e nuove possibilità di osservazione.
Cosa vediamo nelle città che attraversiamo ogni giorno, e cosa invece resta invisibile? Da queste domande trae origine una ricerca che parte dall’esperienza soggettiva per rileggere lo spazio urbano attraverso il movimento, la memoria e l’immaginazione. La città non è una realtà fisica, ma una costruzione percettiva fatta di sguardi molteplici e desideri, come suggerisce il richiamo, nel titolo della mostra, a Le città invisibili di Italo
Calvino.
Il percorso espositivo si articola in tre capitoli: le imbarcazioni sull’Arno evocano la metafora dell’attraversamento e della migrazione; le persone in transito sono presenze indistinte, sagome nella folla, che condividono temporaneamente lo stesso spazio; infine, la città si dissolve in visioni astratte, intime, liriche.
La città che Yaye Traore ci mostra è sempre la stessa, ma nel suo approccio poetico, che si sistema tra fotografia e pittura, essa diviene la metafora universale di ogni città possibile, suggerendo come i luoghi si trasformino insieme a chi li abita e li percorre. Al tempo stesso la città si fa specchio, come suggerisce il riflesso sull’acqua, e il fotografo sembra dirci che le nostre identità si costruiscono proprio nel rispecchiamento
costante con il paesaggio che abitiamo e che ci abita.

Il giorno successivo all’inaugurazione, Mouhamed Yaye Traore condurrà un workshop dedicato alla città di Cagliari, esplorata insieme alle studentesse e agli studenti universitari attraverso una passeggiata fotografica pensata per restituire uno sguardo non convenzionale sui luoghi del loro vissuto. Il laboratorio intende mettere in connessione i temi affrontati dalla mostra con la realtà specifica del contesto cagliaritano.
In tutte le sue fasi, il progetto Città in/visibili prevede il coinvolgimento della comunità universitaria, a partire da una serie di laboratori e iniziative dedicate ai temi della visibilità/invisibilità e dell’accessibilità sensoriale e culturale.

  • Il primo laboratorio, “Scrivere l’inclusione”, condotto da Simona Campus, direttrice artistica del progetto e docente di Museologia, è stato sviluppato attraverso la scrittura di testi di accompagnamento alla mostra come esito di un percorso di partecipazione attiva: gli elaborati prodotti saranno presentati all’interno del percorso espositivo, diventando parte integrante dell’esperienza di visita.
  • Il secondo laboratorio dal titolo “Tra-vedere: laboratorio di traduzione sensoriale dell’immagine fotografica”, condotto da Fabio Fornasari con Barbara D’Ambrosio, studiosi esperti di accessibilità museale, è finalizzato alla realizzazione dei dispositivi tattili per tradurre l’immagine fotografica in un’esperienza di fruizione inclusiva. I risultati saranno restituiti in mostra come integrazione del percorso espositivo.

Il progetto sarà accompagnato dalla pubblicazione di un catalogo, in italiano e in inglese.
È previsto un public program, con momenti di approfondimento legati ai temi della mostra e alla valorizzazione del percorso di ricerca che l’ha generata, in collaborazione con l’associazione Isole e gli altri partner culturali del progetto: Fondazione MACC Calasetta, Accademia Ligustica di Belle Arti Genova, MLAC Museo Laboratorio
di Arte contemporanea “Sapienza” Università di Roma, Associazione HYmmo Art Lab -Stand Up For Africa.


Città in/visibili si inserisce nel percorso del Museo dell’Ateneo cagliaritano dedicato alla ricerca, allo lo studio e alla valorizzazione delle arti e delle culture contemporanee, e alla diffusione della conoscenza, in una prospettiva di inclusione, partecipazione culturale e cambiamento sociale.

Mouhamed Yaye Traore (1995, Djougou, Benin), fotografo, vive in Italia, nella provincia di Arezzo.
«Fin da bambino sono sempre stato molto creativo. Mi piaceva osservare, imparare e meravigliarmi della bellezza, della stranezza e della semplicità delle cose con cui entravo in contatto. Nel 2016, durante il mio soggiorno nei centri di accoglienza della provincia di Arezzo, mi sono appassionato all’arte grazie alle residenze artistiche e agli incontri con gli studenti delle scuole organizzati dal progetto STAND UP FOR AFRICA presso HYmmo art lab di Pratovecchio. Per approfondire questa mia passione, mi sono avvicinato alla fotografia, che mi ha offerto un nuovo modo di esprimere i miei sentimenti, i miei desideri e ciò che rimane non detto.» Nel 2018 ha frequentato un corso di fotografia tenuto dall’artista Mohamed Keita presso il Museo Pecci di Prato. Nel 2020 ha seguito un corso di storytelling con Robin Hommand, fondatore del progetto 1000 Dreams. Tra il 2022 e il 2024 ha esposto le sue fotografie in mostre collettive
come: Artists for Peace, presso il Castello di Bevagna (Perugia), e Out of Place, organizzata dalla Fondazione Imago Mundi a Treviso, oltre a una mostra collettiva sul tema della coabitazione organizzata nell’ambito di Florence Must Act. Le fotografie dell’artista sono state inoltre esposte temporaneamente a Villa Pettini, a Montevarchi, durante la prima tappa della mostra itinerante Nomad Art Space.