Arte, Patrimonio e Diritti Umani 2011

L’associazione Isole ha vinto nel 2011 la prima edizione del premio Arte, Patrimonio e Diritti Umani indetto da Connecting Culturesin collaborazione con Ismu – Settore Educazione – Patrimonio e Intercultura e con il contributo di PaBAAC. – Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, partecipando al concorso in qualità di istituzione promotrice del progetto Out Of the box, insieme al collettivo d’artisti IMPOSSIBILE SITES dans la rue. 

premio-jpgArte, Patrimonio e Diritti Umani è un progetto a cura di Connecting Cultures svolto nell’anno 2010 e articolatosi in un simposio internazionale organizzato alla Triennale di Milano il 23 febbraio 2010, con il sostegno della Regione Lombardia, e in un concorso dal titolo “Arte, Patrimonio e Diritti Umani”, rivolto a giovani artisti in collaborazione con istituzioni culturali e dedicato alla memoria di Silvia Dell’Orso. Il progetto, nel suo insieme, affronta il problema della ‘traduzione culturale’ dal punto di vista delle pratiche estetiche contemporanee, partendo dal presupposto che i linguaggi artistici e la cultura possono diventare sede di comprensione ed approfondimento dell’altro, ma solo attraverso una consapevolezza da un lato dei rischi e delle perfidie della traduzione e dall’altro delle sue inattese estrosità e creatività. In particolare in occasione del convegno sono stati invitati artisti di statura internazionale quali Maria Thereza Alves, Krzysztof Wodiczko, Adrian Paci, Marjetica Potrč e Luca Vitone chiamati a presentare il proprio lavoro in relazione a questi temi, accompagnati dalle riflessioni di importanti teorici e curatori contemporanei come Sarat Maharaj, di cui è stato presentato e tradotto per la prima volta in italiano il saggio teorico “Perfidious Fidelity

L’associazione Isole, avendo vinto la prima edizione del premio, ha partecipato alla giuria della seconda edizione e ha continuato a seguire il progetto intervenendo nella prima pubblicazione realizzata dal team di Connecting Cultures e Ismu – il libro “Arte, Patrimonio e Intercultura” – e agli appuntamenti di approfondimento, ricerca e formazione sul tema, come la giornata Arte come dialogo, che ha avuto luogo presso la sede di Connecting Cultures il 4 novembre del 2013.

Il progetto vincitore della prima edizione:


O
ut of the box è un laboratorio community based, ideato dagli artisti per Piana degli Albanesi.

La scelta di intraprendere questo percorso è nata dal deisderio di proseguire e innovare l’esperienza condivisa con il collettivo durante le precedenti residenze prodotte dall’Associazione Isole presso il territorio di Piana degli Albanesi, nell’ambito del laboratorio di progetto Isole, “Isola in Rete 09/10”.

Concept:

C’è un paese in Sicilia in cui si sovrappongono i livelli della storia, della tradizione e della lingua arbëreshë, con il rito bizantino e una quotidianità caratterizzata dalla doppia appartenenza ad una cultura altra e alla realtà locale. Un luogo che si presenta nella sua diversità rispetto ai tratti caratteristici di un’iconografia siciliana ma che ci invita a seguire le tracce della tradizione nell’intreccio dell’integrazione. Un’isola che ci accoglie nella complessità del suo linguaggio per accompagnarci in un’esperienza di traduzione possibile.

Out of the box è il nostro fuori. Il fuori che si percepisce al di là della scatola, ciò che ci accingiamo ad esplorare, che incontreremo volgendoci intorno, oltrepassando quel confine che separa la tecnica dal suo utilizzo, l’inquadratura dal suo sguardo, l’immagine dal suo paesaggio, la lingua dal suo racconto. Fuori dalla scatola c’è la storia che vogliamo narrare, dentro la scatola si formano le fotografie stenopeiche che ci condurranno attraverso la sua trama e i suoi luoghi.

Out of the box è azione urbana e strumento di conoscenza, medium per una comunicazione e archivio di punti di vista; nella pratica di un laboratorio racchiude le sfaccettature di un mondo ad alta risoluzione, per rivelarne, poi, in bianco e nero, le sfumature e i contrasti di un tessuto prezioso.

Costanza Meli.